Champagne origine e storia di un mito

Don Perignon

Champagne origine e storia di un mito

La nascita dello Champagne risale al 500, quando nella città di Reims (attuale capitale del territorio dello Champagne) si produceva un vino di grande valore riservato ai vescovi per celebrare l’Eucarestia e alle mense più nobili. Era Champagne, non aveva ancora la schiuma ma si guadagnava la leggenda. Siamo nei dintorni del ‘500 dove il vescovo di Reims sarà un futuro santo, Remy. Nella cattedrale di Reims, uno dei più alti esempi di arte gotica in Europa, si svolsero le incoronazioni di tutti i re di Francia, a partire dal 987.

Le scoperte di Dom Pérignon

Dom Pérignon fu un monaco benedettino dell’abbazia di Hautvilliers, dove ricoprì l’incarico di responsabile dei vigneti. Al monaco vengono attribuite le scoperte che hanno reso un mito lo champagne:
– avrebbe importato da Limoux, il metodo per la rifermentazione in bottiglia alla base del sistema per fare lo champagne
– il metodo di vinificazione per rendere il vino frizzante, detto “champenoise” (che da diritto al nome Champagne perché prodotto nel territorio di riferimento)
– l’introduzione del tappo di sughero
– la selezione e scelta dei migliori vigneti più adatti all’assemblaggio, dal quale nasce la cuvée

methode-champenoise

La nascita del brand champagne e del suo posizionamento

Negli anni successivi alla rivoluzione francese il vino champagne come lo conosciamo oggi era uso esclusivo delle famiglie nobili e dei re. Fin dalla sua nascita questo nettare si posiziona come leader in termini di esclusiva, ovvero di un prodotto di élite, di lusso e di grande prestigio. Fin dal 1700 vengono avviate pratiche legali per proteggere e preservare il carattere esclusivo di questo vino diventato un mito. Oggi si parlerebbe di marchio registrato (grande lungimiranza dei francesi a livelli di business).
È del 1728 il decreto reale a firma di Luigi XV che autorizza il trasporto dello Champagne in panieri da 50 e 100 bottiglie. Comincia così la commercializzazione del vino “pétillant”. Il consumo di Champagne diventò parte dei festeggiamenti ed eventi nelle varie corti europee, grazie alle quali si creò nell’immaginario collettivo un’immagine così forte ed unica.
Tra i primi commercianti di Champagne troviamo il giovane Möet, il quale creò la cantina Möet Chandon produttrice del celebre Dom Perignon.

Cura dell’immagine e dei dettagli

Il mito del lusso e dell’esclusivo da sempre attraggono molti fan e sostenitori. I primi commercianti di Champagne capirono subito questi fattori e li valorizzarono al meglio, dando vita ad un’immagine di grande valore percepito.
Bere una bottiglia di Champagne ed avere la possibilità di acquistarla fa molto figo (come diremmo oggi).
Ecco che nascono le Maison di Champagne, fatte di castelli e di palazzi che fin dall’inizio trasmettono l’alto valore economico e sociale del prodotto. Si scavano cantine sotto terra (25-30m sotto terra) per poter conservare al meglio il vino in modo da farlo maturare o invecchiare nel tempo, altra caratteristica fondamentale per aumentare il prestigio e di conseguenza il “prezzo”.
I produttori di Champagne diventano automaticamente dei leader di mercato e possono permettersi il lusso di dettare le proprie condizioni commerciali al mondo intero.

Flûte

Bottiglia, etichetta, astuccio

Ogni singolo elemento che compone il prodotto deve comunicare in maniera coerente il prestigio ed il lusso. Ecco che nascono le bottiglie, le etichette con disegni ed elementi dorati, stemmi delle varie Maison e tutto il rituale che parte dall’apertura della bottiglia, al versare lo champagne nel flûte (altra scoperta di Dom Pèrignon) calice affusolato dove incantare il consumatore con l’effetto visivo delle bollicine, chiamato perlage.
Devo dire che il francese, considerata la lingua dell’amore, con i suoi suoni e vocaboli crea proprio la percezione del lusso, basta pensare ai grandi colossi di questo mercato con LVMH che guarda caso possiedono le più grandi Maisons de Champagne.
Parlo di termini come perlage, cuvée, grand cru, flûte, remuage, cuvée prestige (lo dice la parola stessa).

Lo Champagne di oggi

Lo Champagne inteso come territorio di denominazione del prodotto, nel corso dei secoli ha saputo costruire un vero e proprio modello di business, capace di far crescere e prosperare un’intera regione a partire dai produttori (piccoli, medi e grandi maison), dall’interesse religioso, turistico e gastronomico creando un sistema efficace e di grande attrazione per tanti appassionati e foodies di ultima generazione.
I grandi brand come Möet  Chandon, La Veuve Cliquot, Ruinard ecc…, hanno saputo imprimere la propria immagine ed il suo valore nella mente di tanti consumatori, vendendo i propri vini a prezzi esorbitanti, ma se andiamo oltre l’apparenza e il condizionamento mentale scopriamo una miriade di piccoli coltivatori chiamati indipendenti dove c’è chi produce solamente e chi invece raccoglie l’uva e la vinifica, in questi casi troviamo dei grandi Champagne ma a prezzi decisamente più democratici e con un numero di bottiglie limitato.
A voi la scelta di come e cosa acquistare: il brand e l’immagine percepita o la creazione di chi immagina il suo Champagne, cura i suoi vigneti, sceglie i migliori, li assembla ottenendo qualcosa di unico e non standardizzato.
La vita come il business è fatta di scelte.
Buon business a tutti!

DOWNLOAD EBOOK GRATUITO

Ebook cibo e marketing

clicca sul libro per lasciare l’email e scaricarlo

Condividi queste informazioni
Condividi queste informazioni
Written By

Cibo e marketing è il blog dove il cibo diventa business

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 × 1 =