Chi sono

Andrea Crudele
Mi chiamo Andrea Crudele e dal 2003 mi occupo di vendite e di sviluppo commerciale nel settore cibo.

Il mio percorso è stato caratterizzato dal desiderio di conoscere me stesso attraverso la relazione con gli altri, confrontandomi sempre per crescere e migliorare costantemente.

Nel ’98 decido di lasciare L’Aquila per frequentare il corso di laurea in Economia del Turismo a Rimini, dove mi appassiono alla cultura del cibo, come volano di sviluppo del business legato al turismo ed all’enogastronomia.

Durante i quattro anni di università ho viaggiato in molti paesi d’Europa, imparando a parlare in Inglese, francese e spagnolo.

Nel 2000/2001 ho frequentato una delle più importanti università di formazione turistica in Francia come studente Erasmus.

Dal 2003 ho iniziato, a Parigi, la mia attività di vendita nel settore del cibo per Eurovanille, società specializzata nell’importazione e nella trasformazione della vaniglia naturale (spezia a me fino ad allora sconosciuta).

Ho risposto ad una grande sfida: vendere una spezia naturale cara, quasi come lo zafferano, in un mercato dove circa il 90% dei professionisti utilizzava la vanillina chimica.

Il primo prodotto veniva venduto tra i 200€ e i 350€ al kg, il secondo tra i 15€ e i 30€ al kg.

In pochi anni sono diventato un punto di riferimento nel mercato italiano per la vendita della vaniglia ed ero conosciuto da molti chef e pasticceri come “Andrea della vaniglia”.

Come è stato possibile tale risultato?

Ho fatto leva sulla conoscenza e sulla formazione del prodotto, riuscendo a tramettere concetti chiari ed efficaci quali “la vaniglia è come il maiale, non si butta via niente”, iniziando ad educare il mercato ed i loro attori a questi concetti e ottenendo in pochi anni grandi successi e soddisfazioni.

Nel 2012 sono rientrato in Italia dove ho iniziato a far parte dell’azienda Molino Pasini, accettando una nuova ed avvincente sfida: passare da uno dei prodotti alimentari più cari sul mercato a quello più povero in assoluto, ma allo stesso tempo più importante, la farina, perché la considero “la regina dell’impasto”.

Nel 2014 ha preso vita il progetto Atelier, un vero e proprio centro di formazione attraverso il quale far cultura con l’obiettivo di far crescere la professionalità e ridar valore al mestiere dell’artigiano del cibo.

Nell’aprile 2016 ho deciso di mettere nero su bianco tutta una serie di concetti, di strumenti, di idee, di principi sviluppati nel corso degli anni per poter creare il blog cibo e marketing, con la missione di poter creare una guida per tutti i professionisti del cibo in Italia e nel mondo.

Il vero ed unico patrimonio italiano risiede nella cultura e nell’arte culinaria, che sono fuse una nell’altra, dove l’Italia ricopre un ruolo fondale da troppo tempo dimenticato.

Il nostro bel Paese si è “seduto” su tutto ciò che ha saputo creare nel rinascimento, forte della convinzione di essere i più bravi ed i più belli al mondo.

Invece, con l’inizio dell’era internet, tutto è cambiato ed i vecchi modi di pensare e ragionare non funzionano più, sono morti.

L’Italia, per tanti anni, è stato il paese più visitato del mondo, dove molti operatori hanno sviluppato una strategia molto discutibile: “il turista va spennato, tanto ne vengono altri”…

Oggi viviamo in un altro pianeta, dove i clienti non arrivano per default, ma scelgono e decidono dove andare, cosa fare e dove spendere le proprie ricchezze.

Cibo e marketing nasce dall’idea di dar vita al nuovo rinascimento dell’arte e della tradizione culinaria italiana, tornando ad essere un punto di riferimento mondiale.

Se vuoi approfondire la mia vita professionale trovi il mio curriculum completo su linkedin.

Le mie interviste

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