Il garzone di bottega, l’arte di apprendere un mestiere

garzone di bottega

Il garzone di bottega, l’arte di apprendere il mestiere

Chi è e cosa s’intende per bottega
L’Italia è famosa in tutto il mondo per l’abilità e la creatività dei suoi artigiani che svolgono vari mestieri.
L’Artigiano è colui che produce grazie a particolari tecniche, talento creativo e attraverso l’uso delle mani

Nel Medioevo nasce la bottega ovvero lo spazio dove opera il maestro artigiano coadiuvato da uno o più collaboratori in base alle richieste.
I collaboratori vengono divisi tra:
– lavoranti o lavoratore salariale
– apprendisti coloro che stanno imparando il mestiere
– il garzone di bottega per i servizi di bottega
La distinzione viene fatta in base al grado di professionalità, fatta di conoscenze teoriche (sapere), di applicazione pratica in bottega (saper fare) fino a interiorizzare il mestiere diventando un maestro artigiano (saper essere), in grado di aprire la sua bottega.
Fin dalla nascita dei mestieri artigiani, il percorso di apprendimento inizia dall’essere garzoni di bottega, il quale all’inizio si occupa dei servizi più pesanti ma necessari.
Il talento di Leonardo Da Vinci spinse il padre a farlo entrare nella migliore bottega di Firenze dove operava il maestro Verrocchio, luogo in cui coltivò l’arte del disegno

Il garzone di ieri è la gavetta di oggi

La gavetta è un lungo e faticoso periodo di addestramento in un’attività lavorativa necessaria per ottenere una promozione e salire di grado o responsabilità.
Nel mio lavoro di venditore nel settore del cibo, mi confronto spesso con clienti che lamentano la difficoltà nel trovare ragazzi desiderosi di apprendere il mestiere e con la voglia di “lavorare” che tradotta vuol dire: fare dei sacrifici, alzarsi presto al mattino, lavorare nei giorni di festa, mentre altri si divertono, ecc…
Solo pochi riescono a vedere l’immensa ricchezza nascosta in un mestiere:

  • la possibilità di esercitare la propria arte in qualsiasi luogo del mondo
  • essere imprenditore di se stessi
  • grazie al saper essere riuscire a creare il proprio marchio di fabbrica, differenziandosi dalla concorrenza ed essere riconosciuti come dei leader della propria arte.

umilta

L’umiltà è alla base dell’apprendimento e del miglioramento continuo

Come ha scritto Steven Covey l’umiltà è la madre di tutte le virtù.
L’umiltà è la via che ci permette di essere consapevoli dei nostri limiti e dei nostri talenti, condizione necessaria per riconoscere negli altri le opportunità di scambio e di crescita reciproche.
Grazie all’umiltà ci rimettiamo in gioco e in discussione giorno dopo giorno, generando il miglioramento continuo.
L’umiltà del garzone di bottega, oggi è alla base della rinascita di una nuova generazione di imprenditori artigiani, quelli del 3.0

La situazione di oggi

La tecnologia ha rivoluzionato il nostro modo di pensare, di agire, di relazionarci, di essere ecc…, oggi con un semplice click si apre una finestra sul mondo e siamo in grado di cercare e trovare qualsiasi tipo di informazione. Viviamo un po’ nel mondo del “cotto e mangiato”, dove possiamo avere qualsiasi cosa senza fare il ben minimo sforzo sia fisico che mentale.

La televisione negli ultimi anni, ha accentuato questa realtà virtuale attraverso programmi che mostrano come è “semplice” diventare chef, pasticceri, panificatori, eliminando tutto il percorso di formazione, di pratica, di sperimentazione, di una scienza oserei dire che si tramanda da millenni.

Nei paesi Scandinavi così come in Corea, Tailandia, Giappone, i giovani studiamo continuamente per poter acquisire la tecnica, la conoscenza, la fiducia in se stessi, per osare ed andare oltre gli schemi mentali abituali, per questo si classificano sul podio nei concorsi internazionali.

Noi italiani, a mio parere personale, dobbiamo smetterla di sentirci migliori degli altri a prescindere, perché da troppo tempo ci siamo seduti sugli allori, mentre tutto il resto del mondo cresce ad alta velocità. Motivo per cui da anni sia a livello di ristorazione che di turismo, continuiamo a retrocedere.

 

excellence

“Eccelence is not a skill. It is an attitude”

prendo spunto dalla frase di Ralph Marston per trasmettere un messaggio molto chiaro: per diventare dei maestri artigiani è fondamentale formarsi presso chi eccelle, ovvero i migliori “artigiani” presenti sul mercato e se necessario pagare anche per farlo, perché ciò che si riceve in cambio a livello umano e professionale non può essere quantificato a livello economico.

Di imprenditori-artigiani ce ne sono pochi e sono molto richiesti, di conseguenza è un settore di mercato dove c’è spazio per coloro che sapranno acquisire un mestiere dai più bravi

Ho voluto scrivere questo articolo per stimolare la forza di volontà nei giovani per tornare a sognare e raggiungere ogni singolo obiettivo.

Buon business a tutti!

DOWNLOAD EBOOK GRATUITO

Ebook cibo e marketing

clicca sul libro per lasciare l’email e scaricarlo

Condividi queste informazioni
Condividi queste informazioni
Written By

Cibo e marketing è il blog dove il cibo diventa business

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 × cinque =