Perchè il blog cibo e marketing

blog cibo e marketing

Perché cibo e marketing? 

Cibo e marketing nasce con l’obiettivo di passare da una mentalità prodotto-centrica, ad una basata sulla comunicazione e sul marketing, per trasformare le proprie creazioni gastronomiche in business.

Cosa significa mentalità prodotto-centrica?

Per mentalità prodotto centrica intendo l’approccio dell’imprenditore artigiano basato solo sulla produzione, tralasciando tutti gli aspetti del business.

In pratica l’imprenditore artigiano è focalizzato solo sul prodotto, dove spende tutte le sue risorse, sia economiche che emozionali.

Solo pochi artigiani investono in ricerche di mercato, pianificazione, strategie di sviluppo del business, creazione di un proprio brand, formazione del personale, cura dell’immagine, presenza sui social, partnership ecc…

Perché all’estero valorizzano di più il marketing di noi italiani?

Nel corso della mia esperienza di vita a Parigi, come venditore per un’azienda specializzata nell’importazione e trasformazione della vaniglia naturale, ho conosciuto il settore della gastronomia francese, considerata al primo posto nel mondo.

Vivendo e lavorando in Francia mi sono reso conto delle differenze esistenti tra Francia e Italia, notando in Francia una maggiore cultura e una forte attenzione nei confronti della formazione e del marketing per valorizzare il business degli artigiani del cibo.

A livello storico mi viene subito in mente uno dei personaggi che hanno letteralmente scritto la storia della cucina francese, Auguste Escoffier, considerato già nei primi del ‘900 il “re dei cuochi, ed il cuoco dei re”, autore di celebri trattati come le guide culinaire scritto nel 1903. Escoffier ha contribuito a rendere nota nel mondo non solo la grande cucina francese, ma la marca dell’hotellerie di lusso Ritz, sinonimo ancora oggi di grande classe e prestigio.

Altro aspetto molto importante è il riconoscimento, in Francia, per il MOF (migliore artigiano di Francia) nato nel 1913 per opera di Lucien Koltz, critico d’arte e giornalista, che in quegli anni constatava che i mestieri manuali non erano sufficientemente riconosciuti dalla società e soffrivano di una crisi nell’apprendistato e nelle vocazioni.

Per rimediare a tale situazione propose l’idea di un’esposizione nazionale per designare il miglior artigiano di Francia.

Questi sono due primi esempi di come la comunicazione ed il marketing siano funzionali alla creazione di valore aggiunto nel mondo del cibo. Gli artigiani francesi sono dei maestri nel marketing, nella cura dell’immagine e soprattutto nella capacità di valorizzare e vendere se stessi e di conseguenza il proprio paese.

valorizzare

L’Italia arriva sempre dopo?

Quando vivevo a Parigi, ogni volta che studiavo uno dei grandi interpreti della cucina o della pasticceria, il pensiero che mi veniva in mente era: “quando in Italia impareremo ad utilizzare il marketing, diventeremo il primo paese al mondo…”

Scrivo della Francia e di come valorizzano le loro materie prime e la loro professionalità, perché da troppo tempo sono stufo di vedere come “chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane”.

Mi riferisco all’immenso patrimonio gastronomico italiano e di come potrebbe essere sviluppato, diventando un traino per tutta l’economia legata al turismo eno-gastronomico, o meglio conosciuto come made in Italy, apprezzato in tutto il mondo, ma che non siamo ancora in grado di gestire al meglio.

La storia dell’Italia è fatta di individualisti e di continue lotte tra i vari comuni e città e la mancanza da troppo tempo di una vera unità nazionale e sociale che frena e blocca la nascita di un sistema di sviluppo omogeneo.

In primis dovremmo conoscere e valorizzare le ricchezze di ogni singola regione e stabilirne una strategia di crescita.

L’Italia è una terra dove l’agricoltura e la natura regalano ogni giorno delle materie prime eccezionali, le quali hanno abituato i nostri palati a mangiare cose “buone”, ma paradossalmente in Italia manca la cultura e la conoscenza del mondo del cibo, indispensabile per saper riconoscere la bontà delle creazioni gastronomiche e chi lavora con professionalità.

Viviamo in un paese dove il business del cibo si fonda, per la maggior parte dei casi, su una passione di un componente di una famiglia da dove nasce l’idea di aprire un ristorante o altra attività.

business oriented

La mentalità prodotto centrica limita il business

Parliamo di una mentalità prodotto centrica o, ancor peggio, persona centrica, ovvero attività imprenditoriali fondate solo sulla capacità di una singola persona di saper cucinare bene alcuni piatti.

Come dico spesso negli incontri con i professionisti del cibo, la produzione è solo una parte dell’azienda e a tutto il resto (vendita, acquisti, comunicazione, organizzazione, risorse umane…) chi ci pensa? E soprattutto quante risorse vengono investite per sviluppare il proprio business? Ed in che modo? Con quali risultati misurabili?

Il blog “cibo e marketing” vuole essere una guida ed un punto di riferimento per tutti i professionisti che operano nel settore del cibo, attraverso la condivisione di contenuti, di articoli, di interviste con grandi professionisti, di case history, di competenze specifiche in tutte le diverse aree a partire dal: marketing, design, ricerca di mercato, creazione di un brand, strategie di sviluppo, per fare cultura e far crescere la consapevolezza della propria unicità come artigiano del cibo.

A differenza del modo di pensare “popolare” il business del cibo non consiste nel saper cucinare dei piatti, ma nel saper creare un sistema di lavoro e di marketing capaci di acquisire nuovi clienti e curare nei minimi dettagli il processo della loro fidelizzazione nel tempo.

Viviamo nell’economia della generosità e della sinergia, che segue logiche nuove, quelle del dare e del condividere le proprie conoscenze, esperienze, segreti, mettendoli a disposizione degli altri per crescere insieme.

Come la definisce Oscar Di Montigny l’economia 0.0 fare del bene e farlo bene: “fare della nostra vita un prodotto e fare di questo prodotto qualcosa di significativo per l’insieme”.

E’ una nuova idea, un’economia sostenibile che esprime la capacità di esistere insieme, nella relazione con il tutto e non soltanto come parte a se stante.

Insomma un’economia basata sul capitale creativo culturale, capace di riconoscere nell’amore l’atto economico per eccellenza.

Il cibo e l’arte culinaria sono il frutto di tanto tempo messo a disposizione per ricercare, sperimentare, curare, per regale agli altri tante esperienze gustative da lasciare in eredità ai posteri.

Il cibo è cultura e la cultura è fatta di cibo.

 

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Cibo e marketing è il blog dove il cibo diventa business

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