Social food dove il cibo diventa esperienza

social food

Il passaggio dalla trattoria al social food

Negli anni ’90 il cibo era l’assoluto protagonista e tutto ruotava intorno a chi cucinava. Un primo esempio che mi viene in mente è la classica trattoria “Maria”, con l’insegna luminosa, quattro tavoli, tovaglia a quadri, stessi bicchieri di sempre e magari il marito in sala a servire.
La strategia era quella di offrire un servizio alla buona, piatti abbondanti (perché alla gente piacciono i piatti pieni) prezzi onesti e amaro offerto.
Il principio di base era quello di concentrare tutta l’attenzione e le risorse nel cibo, poi se rimanevano tempo e soldi si pensava a “tutto il resto”.
Questo senza nulla togliere al modello di business della trattoria, come custode delle tradizioni dei vari territori italiani, ma al tempo stesso prodotto-centrico che rischia di non essere più al passo con i tempi.

La nostra vita è in costante cambiamento

La nostra vita è in costante cambiamento, ciò che funziona oggi non è detto che funzioni domani, di conseguenza dobbiamo essere sempre in ascolto e osservare in quale direzione vanno i gusti e i desideri dei clienti. L’ingresso nell’era della comunicazione di internet e la nascita dei social network hanno trasformato completamente il settore del cibo. Pensate solamente a siti come Tripadvisor dove i clienti hanno iniziato a lasciare i loro commenti, i loro giudizi, diventando protagonisti delle loro serate.
In un click il cibo è uscito fuori dalle cucine ed ha iniziato ad apparire sugli schermi di cellulari, set televisivi ecc…
Oggi i social spopolano grazie anche a tutte le foto di cibo e di ristoranti che vengono “postati” continuamente su Instagram per esempio…
Siamo arrivati al punto in cui appena arrivano i piatti a tavola invece di dire buon appetito, si fotografano e si condividono con un commento personale. Uno degli effetti positivi dell’era digitale è quello di aver alzato livello di competizione; per essere vincenti online è necessario eccellere nell’offline, ovvero il palcoscenico dove le scenografie culinarie vanno in scena.
Per questo motivo il settore del cibo negli ultimi anni si è arricchito di tante competenze trasversali, indispensabili per andare oltre (o rompere) gli schemi classici per crearne dei nuovi.

concept food

La nascita dei foodies

I foodies sono persone che nutrono un ardente e raffinato interesse per il mondo del cibo e delle bevande alcoliche. I foodies ricercano delle nuove esperienze legate al cibo come hobby invece di una semplice pasto. Una delle chiavi di lettura più importanti è la novità, frutto di: studio, conoscenze, esperimenti, ricerche, creatività, viaggi, apertura mentale ecc…Oggi non si cucina più, ma si crea un vero e proprio spettacolo per regalare ai clienti, emozioni ed esperienze uniche dove il cibo è la ciliegina sulla torta. I nuovi imprenditori-artigiani devono iniziare a pensare in grande per realizzare ciò che fino a pochi anni fa era impensabile.
Bisogna pensare con la testa del cliente e cercare di comprendere le emozioni che essi vivono, dal momento in cui entrano fino a quando escono e comunicano nei social. Varcare la porta di un ristorante nel XXI secolo vuol dire entrare in contatto con un pensiero, una filosofia, un linguaggio, una tecnica, una conoscenza, una professionalità, un’idea, una ricerca, uno stile di vita ecc…Altro passo importante è la cura attenta e maniacale di ogni singolo dettaglio che come in puzzle crea un’immagine chiara e precisa.

Qui entrano in gioco le famose competenze trasversali di cui parlavo all’inizio dell’articolo: architettura, design, concept, fotografie, immagini, luci, colori, divise, suoni, profumi, spazi, odori, forme ecc…

Tutto comunica e tutto è comunicazione

Ogni singolo elemento del nostro business deve esprimere il messaggio che vogliamo trasmettere, a partire dal nostro brand, il nostro logo, la la nostra idea differenziante e come ci posizioniamo rispetto alla nostra concorrenza.

Il locale è una della parti più importanti nel processo di vendita, perché è la prima cosa con la quale entrano in contatto i nostri clienti, e se è vero che la prima impressione è quella che conta, è da qui che bisogna partire.
Dalla scelta dell’insegna manifesto del nostro brand per fissare subito un’aspettativa nella mente del cliente, al modo in cui viene accolto, da chi viene salutato e fatto entrare a “teatro”, per sedersi e godersi lo spettacolo.

Design, stile e architettura sono entrati a far parte del mondo del cibo, aumentando il grado di esperienza curando il lato estetico fatto di materiali, colori, forme, luci, concept store, trasformando la trattoria degli anni ’90 in uno spazio multidimensionale e quindi social.

Concept food store

 

Il cibo come strumento di business

Le ultime modo parlano di “abbinamenti” tra cibo e altri mestieri come:
cibo e moda i maggiori stilisti possiedono un loro ristorante
cibo e abbigliamento
cibo e motori
cibo e sport
ecc…

Non parliamo più di cibo in senso stretto, ma di concept food e business realizzati per mezzo del cibo che diventa un vero e proprio strumento di arte, di comunicazione e di marketing.

Prima il cibo e la cucina erano gli attori principali, nel mondo di oggi il cibo mantiene la sua importanza ma all’interno di un progetto creato su misura.

Da qui il claim di cibo e marketing: “dove il cibo diventa business”

buon business a tutti!

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