Il tortellino: l’ombelico di Venere

storia del tortellino

Origine del tortellino

Anche nelle tradizioni gastronomiche, la storia si mescola alla leggenda e questa alla letteratura fantasiosa. Così l’origine del tortellino si ammanta di un mito che non tutti conoscono.

In una stanzetta della «Ghirlandina», la torre campanaria del Duomo di Modena, è appesa a una catena una vecchia secchia di legno, che ricorda i tempi delle lotte tra Bologna e Modena. La rivalità durò per secoli e tutte le occasioni, anche quelle di scarsa importanza, erano buone per venire alle armi.

Tra queste, la battaglia di Zappolino o appunto “della secchia rapita” riguarda anche i tortellini: Passerino Bonaccorsi, Signore di Modena, Il 15 Novembre 1325 attaccò all’improvviso l’esercito bolognese in Val Samoggia. Lo scontro fu devastante per i Bolognesi: ne caddero circa 3 mila, altrettanti furono i prigionieri e più di mille i cavalli abbandonati.

Secondo i cantori modenesi, per la verità inclini ad esagerare la portata delle alleanze di Passerino, alla battaglia avrebbero preso parte anche alcune divinità tra le quali Venere che dopo aver passato la notte in una locanda a Castelfranco, fu sorpresa completamente nuda dal proprietario che andò a svegliarla. L’uomo incantato da quella visione paradisiaca e in particolare dal meraviglioso ombelico della dea, tentò di riprodurne le fattezze con quello che aveva sotto le mani in quel momento: un quadrato di sfoglia.

ombelico di Venere

Il tortellino: ombelico di Venere

Non è più possibile chiedere all’oste le motivazioni secondo le quali la sua attenzione si focalizzò proprio sull’ombelico e pertanto conviene tornare al luogo dove questa visione si fece tortellino: Castelfranco Emilia. Cittadina di confine, nell’anno della mistica visione dell’oste era in mano ai modenesi. La sua storia vide poi molti mutamenti sino al 1506 quando passò insieme a Bologna sotto lo Stato Pontificio e con Bologna rimase sino al 1929, quando venne annessa alla Provincia di Modena.

Da qui, la disputa secolare e fortunatamente pacifica sulla appartenenza geografica del tortellino, che appare tutto sommato banale guardando alla eccezionale varietà e qualità delle gastronomie delle due città. Così come appare banale rispetto alla leggenda, che sembra avere un significato secondo e più profondo, come spesso avviene.

Come tutti sanno, l’ombelico è ciò che rimane della recisione praticata al cordone ombelicale al momento della nascita e quindi ciò che residua della fonte di nutrimento durante la gestazione. La rappresentazione dell’ombelico è quindi l’eterno femminino che in qualche modo collega la vita che le donne donano, al cibo indispensabile alla vita stessa. Un percorso che eternamente intreccia la sacralità dell’esistenza con la materialità del quotidiano.

L’oste sicuramente non ha preso ispirazione da Venere ma più probabilmente da un’altra donna oppure il primo tortellino è nato casualmente. Comunque sia, collegarlo all’ombelico della dea è stata una geniale operazione di marketing comunicativo ante litteram.

le sfogline

Daniela e Monica Venturi (Le Sfogline di Bologna)

NEL 1996 È INIZIATA LA STORIA DELLE SFOGLINE.

Renata Zappoli, insieme alle figlie Daniela e Monica, rilevò un negozio di pasta fresca perché voleva riproporre per un pubblico più vasto quello che ogni domenica faceva a casa per la sua famiglia. E così, nel giro di poco tempo, le “Sfogline” di Via Belvedere sono diventate un punto di riferimento per una clientela sempre più esigente ed “affamata” di prodotti genuini della tradizione bolognese. Il loro segreto di tanto successo si racchiude in poche parole: “attenzione per gli ingredienti, scelta delle materie prime di altissima qualità e, soprattutto, il loro modo di lavorare che considera il cliente un ospite da invitare a pranzo e non un semplice acquirente”.

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Renata Zappoli, insieme alle figlie Daniela e Monica, rilevò un negozio di pasta fresca perché voleva riproporre per un pubblico più vasto quello che ogni domenica faceva a casa per la sua famiglia. E così, nel giro di poco tempo, le “Sfogline” di Via Belvedere sono diventate un punto di riferimento per una clientela sempre più esigente ed “affamata” di prodotti genuini della tradizione bolognese.

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